Istituto Suore
dell'Immacolata Torino
Ave Maria!
Genova, 30 agosto 2023
Carissimi suore e laici della missione condivisa:
Auspico che tutti, con la grazia di Dio, stiano serenamente svolgendo il compito loro affidato. Come è stato ricordato in altre occasioni, questo sessennio è segnato da eventi e ricorrenze molto importanti e che daranno un'impronta particolare al nostro cammino. Lo scopo di ogni celebrazione è guardare al passato con gratitudine, vivere il presente con passione e abbracciare il futuro con speranza: siamo una famiglia roscelliana che discerne il suo oggi per essere profezia. Vivremo le celebrazioni insieme, come comunità orante e apostolica, per questo vorrei invitarvi a partecipare all'organizzazione della proposta, dando piccoli contributi che arricchiranno e favoriranno il senso di appartenenza e di identità di ognuno di noi nel carisma. Vivremo con gioia gli anni: • 2025 Giubileo della Chiesa universale che ha per terna: "Pellegrini della speranza"
• 2026 Celebrazione del 25° anniversario della canonizzazione di Sant'Agostino Roscelli
• 2026 Celebrazione dei 150 anni di fondazione del nostro Istituto
• e l'adesione dell'Istituto al Patto Educativo Globale
Desidero da voi ricevere suggerimenti voi riguardanti:
• i colori da usare per abbellire ed identificare le festività, colori a cui va dato senso e significato. Questi colori verranno poi utilizzati nei loghi, cartelloni, memorandum, abbigliamento e social network.
• Il testo o i testi della Parola di Dio che animeranno e aiuteranno a dare un contenuto solido alle commemorazioni, da cui emergeranno i temi che dobbiamo approfondire. Testi biblici che a loro volta saranno fonte di ispirazione per canzoni, poesie, riflessioni, messaggi per il WEB.
• Un motto capace di racchiudere quel che si vuol celebrare così da permetterne l'uso nei diversi momenti ed eventi. Deve essere breve, di poche parole, capace di catturare e diffondere entusiasmo.
Ogni comunità può inviare i propri suggerimenti all'e-mail che appare all'inizio della comunicazione, possibilmente entro il 30 settembre 2023, se non sorgono tante idee, non importa, ciò che dà valore è il partecipare e l'offrire il nostro "granello di senape". Unita al Consiglio Generale, vi saluto tutti con affetto.
Madre Maria Cecilia Cordero
Ave Maria!
Genova, gennaio 2024
Carissime Consorelle e laici con cui condividiamo la missione:
Sia lodato Gesù Cristo!
Con grande gioia desidero comunicarvi come vivremo questo tempo di preparazione alla celebrazione del 150° anniversario della fondazione dell'Istituto e del 25° anniversario della canonizzazione di sant'Agostino Roscelli, accompagnati ed immersi nella gioia dell'Anno Giubilare che celebra la Chiesa Universale. Mi congratulo con tutte le comunità religiose e apostoliche per il prezioso contributo di idee, colori, espressioni, canti e contenuti biblici che hanno offerto. La scelta non è stata facile, tutto questo apporto ha espresso la grande ricchezza che possediamo come famiglia immacolatina roscelliana. In questo lavoro è emersa chiaramente la partecipazione dello Spirito Santo, perché a volte le idee coincidevano e le proposte apparivano ricorrenti.
Il motto che ci accompagnerà da adesso in poi sarà:
CONDIVIDIAMO LA GIOIA DEL VANGELO
Questo motto ci invita alle seguenti riflessioni:
. Condividiamo qualcosa che già possediamo, che ci è stato donato e che può appartenere anche ad altri. Il primo a riceverlo fu sant'Agostino Roscelli, accogliendo dallo Spirito un carisma per la Chiesa.
. Condividiamo l'unità della famiglia roscelliana che vive la fraternità. . Condividiamo lo stesso Pane eucaristico che ci fortifica, ci unisce e ci spinge alla missione.
. Condividiamo, siamo in movimento, siamo una famiglia che esce per cercare altri, sia quelli che già vi appartengono sia quelli di fuori. . Condividiamo la gioia di aver trovato Gesù e la sua proposta evangelica. La cosa più bella che potesse accaderci nella vita.
. Condividiamo la gioia di sentirci amati da un Dio misericordioso.
. Condividiamo il Vangelo, la Buona Novella, Gesù Cristo, Parola del Padre che deve essere consegnata a tutti.
. Condividiamo il Vangelo, Parola viva ed efficace, che salva l'umanità.
Quali testi ci possono aiutare a pregare e ad approfondire questo motto? Ecco alcuni suggerimenti: . San Luca 1, 39-56. . San Matteo 28, 18-20 • San Marco 16, 15
. L'Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium di Papa Francesco dal n. 1 al n. 10 e dal n. 110 al n. 134.
. L'Esortazione Apostolica Gaudete et exsultate di Papa Francesco nn. 122-128 e nn. 140-146.
. L'Esortazione Apostolica Gaudete in Domino di Papa San Paolo VI.
Sicuramente qualche comunità generosa saprà preparare qualche sussidio per pregare, riflettere e da condividere con tutti. Se poi qualcuno si sente ispirato e desidera esprimere col canto il messaggio che porta con sè questa celebrazione, può farlo e poi generosamente condividerlo.
Che colori caratterizzeranno la nostra festa? Le proposte delle comunità sono state davvero molto diverse, così come i significati attribuiti a ciascun colore. Li abbiamo raccolti scoprendo che questi esprimevano i colori con cui si indica la missione nei cinque continenti. Probabilmente è un monito o uno stimolo che ci spinge a lavorare molto di più sui nostri social network, perché attraverso di essi è possibile far giungere a tutti il messaggio del Vangelo.
La nostra festa dunque si colorerà di:
GIALLO, BIANCO, ROSSO, VERDE e BLU
Quale sarà il nostro logo? Faremo un concorso in cui liberamente, chi lo desidera, propone, usando i sopracitati colori, un logo che ci identifichi nella celebrazione di queste feste. Il logo deve esprimere i seguenti concetti:
. l'esistenza di un carisma condiviso da 150 anni e proiettato nel futuro
. la realtà di una famiglia di religiose e laici che amano condividere l'esperienza roscelliana
. il motto che abbiamo scelto
Come dovrebbe essere il logo?
Semplice e significativo. Alcune indicazioni per la sua realizzazione giungeranno presto alle comunità. Tutti ovviamente sono invitati a partecipare.
Desideriamo inoltre inviarvi il programma delle attività organizzate per tutti dal Consiglio Generale e dai suoi collaboratori. Ogni comunità potrà organizzarne di peculiari nei tempi rimasti vuoti. È molto importante che anche queste ultime vengano comunicate per poterle far conoscere attraverso i canali di comunicazione di cui dispone l'Istituto (Facebook e Instagram).
Unita al Consiglio Generale, apprezzo gli sforzi di tutti, vi saluto con affetto.
Madre Maria Cecilia Cordero Superiora Generale
"Per promuovere un cammino di fedeltà e di donazione a Dio nella vita fraterna, è necessario coltivare quotidianamente l'amore... fatto di perdono." dal Documento Finale 2022
Genova, 07 ottobre 2024
Ave Maria!
Cara Famiglia Roscelliana, religiosi e laici in missione condivisa: Sia lodato Gesù Cristo! "Grazia a voi e pace da Dio, nostro Padre, e dal Signore Gesù Cristo" (Ef 1,2).
In questi giorni festeggiamo i 148 anni di Fondazione dell'Istituto, a poco a poco ci avviciniamo al nostro giubileo del 2026. Come ci stiamo preparando? Quali passi stiamo muovendo? In particolare dobbiamo avere un'attenta preparazione spirituale, una preparazione di purificazione come suggerisce la Chiesa nella celebrazione dei grandi Giubilei. Sarà necessariamente la purificazione del cuore, la purificazione del cuore di tutta la famiglia roscelliana. Non si può celebrare senza lavarsi, non si può celebrare senza essere puliti.
La Provvidenza di Dio ha voluto che il nostro piccolo Giubileo fosse preceduto dal grande Giubileo della Chiesa Universale. Celebratelo come "pellegrini della speranza" che desiderano chiedere perdono e sperimentare la misericordia del Padre. Nei mesi precedenti l'apertura della Porta Santa, sarebbe bene leggere in modo approfondito la bolla di convocazione del Santo Padre per l'Anno Santo. Ma, soprattutto, vi invito a coltivare tra noi, con gli altri, con la natura e con Dio un vero spirito di riconciliazione. Celebrare un giubileo senza riconciliarsi non servirà. Celebrare un giubileo senza chiedere perdono metterà in ombra la festa, ci saranno rumori, luci, colori e movimento, ma i cuori rimarranno addormentati e senza vita, perché non hanno saputo fare il passo che fece il figliol prodigo, andare a casa del padre e chiedere perdono.
Abbiamo bisogno di riconciliarci, facciamo lo sforzo, purifichiamo i nostri pensieri, le nostre azioni, nostri giudizi. La riconciliazione vissuta in comunità ci fa crescere. Dobbiamo essere una comunità riconciliata, sarà la nostra migliore testimonianza. Facciamo tra noi gesti di riconciliazione, promuoviamo momenti di incontro e di perdono. La porta dell'Anno Santo, come simbolo del passaggio della misericordia di Dio, deve essere aperta in tutte le nostre comunità, deve essere spalancata affinché la grazia possa riversarsi su tutti.
Preparare il nostro giubileo con il giubileo della Chiesa universale è stata una grande delicatezza da parte di Dio, è stato un segno di amore preferenziale verso questa piccola famiglia.
Nel porgere a tutti il saluto del Consiglio Generale, vi auguro una bella festa di famiglia. L'Immacolata Vergine Maria ci benedica tutti!!!
Madre Maria Cecilia Cordero
"Rimaniamo fedeli al carisma se abbiamo la stessa passione di Sant'Agostino Roscelli per la gente alla quale siamo inviate..."
Dal Documento Finale 2022
Ave Maria!
Genova, maggio 2025
Carissime Consorelle, il Conclave inizia il 7 maggio. Papa Francesco ci ha lasciato, così come il Fondatore il 7 maggio 1902. Entrambi non sono con noi come vorremmo, lo sono in un modo diverso. Resistono nel tempo, segnando la vita di molti ... Hanno insegnato con i loro scritti ma soprattutto con la loro vita: in papa Francesco e in don A. Roscelli perfino le scarpe e i vestiti parlano. Possono raccontarci le scelte, le decisioni e i criteri di questi uomini. Vivevano con convinzioni chiare, radicate in un Vangelo non accomodato a pretese personali, come spesso facciamo noi, citando ciò che più ci aggrada e ci è conveniente. Lo vivevano integralmente, senza restrizioni a vantaggio della propria persona, autenticamente, spargendo profumo di Vangelo, il che significa: in modo traboccante di amore. Ritornando alla Circolare n. 25, soffermiamoci sul tema del carisma donato da Sant'Agostino Roscelli. È stato oggetto di riflessione da parte delle Suore che hanno espresso l'esigenza di approfondirlo per aprirci alle nuove prospettive che esso ci offre. Nuove prospettive: cosa si intende con questa espressione? Dover abbandonare quello che da tempo stiamo facendo? Le opere che curiamo, per la maggior parte istituti scolastici, dovrebbero essere ripensate? Carisma e opera, due aspetti totalmente complementari, perché il carisma si vive nell'opera. Se leggiamo di nuovo, nel libro di Suor Matilde dell'Amore, le ragioni che portarono alla nascita dei laboratori di sartoria per le giovani seguite da Don A. Roscelli, vedremo che egli cercava un luogo di accoglienza per proteggerle, per donare loro l'abbraccio di Dio, pieno di misericordia e di tenerezza. E le brave insegnanti, desiderose di offrire il loro aiuto, misero a disposizione ciò che sapevano fare: cucire e ricamare. La spiritualità vissuta da don A. Roscelli lo condusse a individuare la maniera di come organizzare, animare e impostare il suo lavoro. È così che il dono ricevuto da Dio (il suo carisma) e il modo in cui lo ha vissuto (la sua spiritualità) lo hanno portato a scoprire un altro aspetto: la misericordia di Dio che abbraccia tutti nelle opere concrete. Fu così che la sua attività divenne specchio di questa misericordia che si esprimeva nel confessionale, con i bambini di strada, con gli orfani, con i giovani, con i carcerati. Per questo la sua vita fu attraente, nonostante le sue poche attrattive fisiche, come esprimono le testimonianze degli Artigianelli (Cfr. Agostino Roscelli p. 36,37). Questa attrazione permise il fiorire e l'espandersi di un Istituto religioso nel mondo; le prime Suore hanno mantenuto viva questa memoria e hanno saputo coltivarla e trasmetterla. Oggi tocca a noi custodirla, viverla, approfondirla e «adattarla ai tempi» (cfr art. 11 Cost.). Oggi, le nostre opere devono esprimere questa misericordia che si concretizza nella tenerezza dimostrata da ciascuna di noi e da quanti collaborano con noi nella missione. È necessario che ci incontriamo, che riflettiamo insieme su questi temi, che ciascuna possa suggerire come approfondire e fare nostre (appropriarci) queste "nuove prospettive". La realtà ci colpisce, la società ha bisogno che il nostro piccolo seme di senape venga piantato. «La speranza non delude» (cfr Rm 5,5). Presto inizieremo i festeggiamenti di tanti anni di umile e gioioso servizio, prepariamoci con la preghiera e con un responsabile esame di coscienza di come stiamo vivendo queste nuove prospettive del carisma. Condivido con voi la preghiera composta dal Consiglio generale per questi 150 anni e invito le comunità religiose e apostoliche a recitarla nel modo che ritengono più appropriato. Il Consiglio generale vi saluta tutte, ringraziandovi per le vostre preghiere per noi e augurandovi una splendida festa in onore del nostro Santo Padre e Fondatore, Sant'Agostino Roscelli.
Madre M. Cecilia Cordero
"Organizziamo, come famiglia roscelliana, i momenti celebrativi sia della Congregazione che della Chiesa: viviamo e celebriamo con gratitudine il 150° anniversario di fondazione, il 25° della canonizzazione del Fondatore e l'anno giubilare.»
Documento finale 2022
Ave Maria!
Genova, 6 ottobre 2025
Carissime Suore, sia lodato Gesù Cristo!
Mentre ci avviciniamo all'inizio del nostro anno giubilare, mi interrogo su quale sia il senso profondo del "celebrare". Secondo la radice etimologica del termine, "celebrare" deriva dal verbo latino "celebrare", che a sua volta deriva dall'aggettivo "celeber", che significa "frequentato, affollato, abbondante". In origine, "celebrare" si usava per indicare l'azione del radunarsi o del frequentare un luogo; oggi lo usiamo per esprimere l'atto di onorare, celebrare o compiere atti solenni e festivi. E perché celebrare per un intero anno? Per poter dare tempo a "tutti" di condividere con noi la gioia del Vangelo". Questa celebrazione non deve essere un fatto transitorio; deve essere un rendimento di grazie, prolungato nel tempo, in modo tale da permettere il coinvolgimento di tutti.
Ma, di fronte alla precarietà che stiamo vivendo, potremmo chiederci: ha senso celebrare? Possiamo festeggiare quando il futuro appare tanto incerto? Perché solennizzare quando da più di vent'anni siamo senza nuove vocazioni? Perché festeggiare se ci resta ancora poco tempo? Credo che veramente non
possiamo pensare in questo modo perché, così facendo, usiamo solo criteri mondani, dove i risultati, le statistiche e le percentuali sono la cosa più importante. Noi usiamo invece criterio di Dio che è Via, Verità e Vita. Viviamo nel tempo di Dio, che è eterno. E quindi vogliamo celebrare per questo:
✓ Celebriamo perché è Dio che ci ha donato l'esistenza: questo deve essere sempre celebrato.
✓ Celebriamo perché lo Spirito ha suscitato un carisma in Sant'Agostino Ruscelli ossia un dono inestimabile per la Chiesa. ✓ Celebriamo perché Io Spirito ha chiamato, in questi 150 anni, tante giovani donne ad abbracciare questo stile di vita.
✓ Celebriamo perché siamo state chiamate a dare il meglio di noi stesse in questo Istituto.
✓ Celebriamo perché Dio è più grande di qualsiasi cosa possa accaderci in futuro.
✓ Celebriamo perché Dio è nostro Padre e non Ci abbandonerà mai.
✓ Celebriamo perché qualcosa di nuovo sta nascendo, dentro ognuna di noi, una nuova creatura, un nuovo figlio di Dio, una luce di speranza...
Stiamo attente: se oggi non stiamo sperimentando questo, rafforziamo la nostra preghiera. Ora, permettetemi di continuare con un'altra riflessione nel contesto di questo Giubileo. Come congregazione, oggi siamo poste di fronte a delle sfide. Una di queste e come organizzare bene la nostra missione ma non è la sfida più importante; è secondaria. I problemi si possono risolvere. Ci sono professionisti che possono aiutarci nel discernere tra diverse possibilità. O sono percorsi che devono essere studiati e ben ponderati prima di prendere decisioni. Ma abbiamo un'altra sfida che dipende esclusivamente da noi, dalla decisione che ciascuna di noi prende. Non dobbiamo pensare che questa sia per quell'altra, quella per esempio che "non adempie". Questo riguarda personalmente solo me perché io sono responsabile di portare a compimento o meno ciò che ho pronunciato, con giuramento, davanti a Dio qualche anno fa. Non importa che cosa dicano o facciano i superiori, quali percorsi formativi o esercizi spirituali organizzino. La decisione spetta a ciascuna e il non assumerla può danneggiare le altre e gli altri. Per questo abbiamo bisogno dì una grande umiltà, a partire dalle superiore. dalla superiora generale e poi da ciascuna di noi. Voglio mettere nelle mani dì tutte uno scritto del Fondatore che mi è "arrivato". Non l'ho cercato, il libro si è aperto su quel passo e, poiché non credo alle coincidenze ma che tutto sia permesso dal Signore, sento la responsabilità di condividerlo:
Manoscritti del Fondatore. "La carità fraterna". Volume II, pagg. 137ss dell'edizione in italiano.
Vi invito a una lettura personale comunitaria di questo testo del Manoscritto e ad accogliere con gioia la sfida che il Fondatore stesso ci lancia all'inizio di questo Anno Giubilare. Sono convinta che se, oggi, fosse tra noi ci avrebbe fatto le stesse raccomandazioni. Che gioia, che allegria! Ci sono offerte sempre nuove opportunità; non lasciamoci sfuggire questa; è così importante.
Auguro a tutte, insieme al Consiglio Generale, un buon inizio dell'Anno Giubilare. Non importa se non faremo molte cose; l'importante è vivere quest'anno con spirito celebrativo, con uno spirito gioioso, pieno di speranza e con un grande desiderio di condividere la gioia del Vangelo con tutti.
Madre Marfa Cecilia Cordero
P.D. pianificando gli eventi dobbiamo tener presente che il 10 giugno 2026 cadono 25 anni dalla canonizzazione dì Sant' Agostino Roscelli.
“Manteniamo viva l'identità immacolatina: Maria come modello”.
Documento finale 2022
Genova, 8 dicembre 2025
Ave Maria!
Carissime Consorelle e laici che operano nello spirito di Don Roscelli, sia lodato Gesù Cristo!
Continuiamo vivendo il nostro Anno Giubilare coscienti che il tempo di Avvento ci permette di riflettere sull' "Amore Incarnato di Dio" fattosi tenerezza in un Bambino. «È venuto, ha superato tutte le distanze, si è fatto vicino a noi come le cose più semplici e quotidiane dell'esistenza». Infatti, Egli ha un altro nome, che è "Emmanuele" e significa "Dio con noi", Dio vicino alla nostra vita, che vive in mezzo a noi. Il Figlio di Dio si è incarnato e «svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo» (Fil 2,7) (Dilexit Nos 34) Voglio approfittare della celebrazione della prossima solennità per riflettere sulla scultura mariana che si trova nella Casa di Fondazione (Via Volturno 5 in Genova). La statua fu commissionata da SantAgostino Roscelli all'artista A. Canepa (1888-1889). I tratti di questa immagine lignea rispecchiano la profonda riflessione del Fondatore sui misteri divini che la figura di Maria nasconde. un'immagine scultorea che ci ha accompagnato, potremmo dire, fin dall'inizio ed é stata custodita con tenerezza e molta cura, quale fosse la perla più preziosa della corona delle Suore dell'immacolata. Lei, la Vergine Immacolata, è testimone della nostra storia; può raccontarla. Ricordiamo che il Fondatore ha pregato davanti a questa immagine mariana, come hanno fatto le prime Suore, e Maria ci ha protette nei momenti di grande pericolo: durante le due guerre mondiali e ogni volta che il fiume Bisagno è straripato. Ha vegliato su di noi, veglia su di noi e veglierà su di noi. È la nostra Madre Immacolata, la nostra prima grande protettrice. Ricordiamo la storia di questa singolare statua mariana attingendo al libro "Grandezza di un umile" pag. 125 scritto da Sr. M. Rachele Battaglia: "Don Roscelli praticava il culto amoroso della Vergine e se ne faceva caldo zelatore nel suo ministero. Con delicatezza ammirevole voleva che anche esteticamente fosse attraente ciò che si riferiva a tale culto; ne è testimonianza eloquente la statua dell'Immacolata che si venera nella Cappella di Via Volturno. E' opera dello scultore genovese Canepa, che la scolpì in legno per commissione di Don Roscelli e secondo i suoi desideri. Oggi ancora è oggetto d'ammirazione per l'armonia delle forme e l'atteggiamento mistico che la denota purissima e maternamente dolce. È il dono più amabile che poteva fare alla Cappella delle sue figlie quel Prete che si privava di tutto per mortificazione e per sovvenire i poverelli, ma per la Madonna non trovava nulla troppo bello, né troppo costoso." Riferimenti simili incontriamo nel libro "Don Agostino Roscelli nel suo tempo" scritto da Sr. Maria Matilde dell'Amore (pag. 164): "Nei fervorosi ed accorati discorsi da lui rivolti con sollecitudine di Padre alle sue Suore bisognose di guida e di aiuto, il tema della Madonna era sempre il più frequente perché egli la presentava a ciascuna di loro come il modello a cui conformare Io spirito interiore ed il contegno esteriore e come l'oggetto a cui volgere costantemente il cuore ed il pensiero". Le pratiche di pietà proposte da Don Roscelli alle prime Figlie "mettevano particolarmente in risalto il posto di privilegio riservato alla Vergine Santa, in modo che tutta la giornata potesse svolgersi sotto il materno sguardo di Lei e costituire, altresì, un continuo inno di lode e di impetrazione a Lei rivolto. A tale scopo Don Rosceili nel 1889 aveva commissionato al migliore scultore genovese dell'epoca, Angelo Canepa, la deliziosa statua in legno dell'Immacolata, che fece collocare nella Cappella dell'istituto sopra l'altare. Sì, l'umile Prete che « tutto avrebbe voluto fare con poco o nulla », che era nemico di ogni grandiosità e severo custode della più rigorosa economia e del più scrupoloso risparmio, non ebbe esitazioni quando si trattò di offrire alla Vergini l'omaggio di un simulacro il più possibile degno di Lei e tale da ravvivarne il culto nel cuore delle sue Suore: la volle bella e preziosa, senza badare a spese (fu forse l'unica volta nella sua vita di stenti), e riuscì ad ottenerla veramente quale l'aveva desiderata. Sembra, quella statua, scolpita sotto l'impulso di una ispirazione soprannaturale, tanto l'artista è riuscito a realizzare in essa l'armoniosa fusione di femminile bellezza e Grazia divina, di regale maestà e riservata modestia, di sobria eleganza e verginale candore."
Contempliamo e riflettiamo semplicemente su alcuni dei suoi tratti:
- i suoi orchi: osservati da lontano sembrano chiusi, in profondo raccoglimento, come se volessero custodire in sé il mistero che sta nascendo in Lei. Avvicinandosi, si rivelano invece aperti, con pupille grandi che pare scrutino profondamente, brillano e parlano del suo amore materno. Per poterci osservare bene, Ella inclina leggermente le mani da una parte; è la posizione dì chi desidera veramente incontrare i suoi figli. Ella non si impone; rimane umile per non turbare;
- le sue mani: in atteggiamento di preghiera, quasi giunte per non ostacolare la sua capacità di vedere la realtà che la circonda; esprimono tenerezza, delicatezza, intercessione per i suoi figli;
- il suo volto: esprime serenità e sollecitudine allo stesso tempo; si sente compartecipe con tutti, non vuole abbandonarci. Le è stata affidata una famiglia religiosa; la percepisce come sua responsabilità;
- il suo mantello: esprime movimento, luce, bellezza. I suoi colori sono gli stessi che compaiono nella statua della Madonna della Guardia, Patrona di Genova, creata dallo stesso artista. Sono quindi presenti dei tratti comuni tra le due effigi, vi è una grande somiglianza tra loro. II Fondatore, senz'altro, nutriva una grande devozione mariana. La sua presenza tra noi per oltre un secolo e l'amore a Maria ha segnato una spiritualità caratterizzata da umiltà, semplicità, obbedienza e gioia. La sua purezza immacolata ci fa amare lo stato di grazia (Cfr. Cost. 87), nel quale dobbiamo crescere ogni giorno (Cfr. Cost. 88), pieni di fiducia nella sua materna intercessione (Crf. Cost. 89). Celebriamo questa solennità con grande gioia; abbiamo una Madre che ci protegge, non ci abbandona mai e ci copre tutti con il suo manto.
Augurando a tutti, in unione con il Consiglio Generale, una bellissima solennità dell'immacolata Concezione, rivolgo un saluto speciale a ciascuna religiosa che rinnoverà i voti e ai membri dell'ALMI che hanno fatto la loro consacrazione mentre ricordiamo che, in ogni giorno di questo anno giubilare, siano chiamati a "condividere la gioia del Vangelo".
Madre Maria Cecilia Cordero
p.s. Vi invito a unirvi a me neL caricare sui social media le varie immagini della Santissima Vergine Maria che vengono venerate con filiale devozione nelle nostre opere.
Ave Maria!
Genova, 27 febbraio 2026
Care Consorelle:
Sia Iodato Gesù Cristo!
Voglio comunicare diverse date perchè possiate segnarle nel calendario e partecipare con molto entusiasmo.
• 18 aprile 2026, alle ore 20.00 (ora italiana)
Incontro di preghiera mondiale per tutta la Famiglia Immacolatina-Roscelliana organizzato dalle suore italiane (chi vuole partecipare nella preparazione mandi un messaggio alla sottoscritta, grazie).
• 7 maggio Festa di Sant’Agostino Roscelli
• Dal 31 maggio al 4 giugno 2026 Corso di esercizi spirituali
Luogo: Casa Madre.
Predicatore: Sacerdote francescano della Parrocchia di San Francesco d'Albaro.
• 10 giugno
25 Anni dalla Canonizzazione di Sant’Agostino Roscelli
• 21 giugno alle ore 14.00
Incontro on line di formazione per le Superiore d'Italia.
Metodologia: Lettura dei documenti “Dilexit nos” e “Dilexi Te”. Ognuna scegli una parte del testo indicato e lo spiega attraverso un segno (oggetto, fotografia) e invita un'altra Superiora a fare una preghiera su quello che ha sentito della consorella.
• Viaggio a Lourdes.
Tutte le suore, e i laici che vogliono, sono invitate a partecipare per ringraziare Dio e la Madonna per il dono dell'Istituto delle Suore dell'Immacolata.
Ogni comunità si organizzerà per partecipare nel modo migliore. l costi del viaggio delle suore sono a carico del Governo Generale.
Insieme all’OFTAL:
• 28 giugno: viaggio in pullman, come pellegrini, o malato o dama. La sera si parte da Genova, arrivando a Lourdes il 29 mattina. Rientro da Lourdes il 3 luglio sera arrivando a Genova il 4 luglio mattina.
• 30 giugno: viaggio in aereo, come pellegrini o malato o dama. Si parte da Genova, arrivando a Lourdes. Rientro a Genova il 3 luglio sera .
Insieme alI’UNITALSI:
• 25 giugno: viaggio in pullman, come pellegrini o malato. La sera si parte da Genova, arrivando a Lourdes il 26 mattina. Rientro da Lourdes il 29 giugno sera arrivando a Genova il 30 giugno mattina.
• 31 agosto: viaggio in treno, come pellegrini o malato. La sera si pane da Genova, arrivando a Lourdes il 1 settembre mattina. Rientro da Lourdes il 4 settembre sera arrivando a Genova il 5 settembre mattina.
La prenotazione sarà per ordine di richiesta. Chiedo per favore che chi si prenota in aereo abbia vera necessità.
• Ottobre 2026.
Gesto missionario: Attraverso una raccolta di soldi che coinvolgerà tutto l'Istituto, offriremo il nostro contributo al Santo Padre a sostegno delle missioni promosse dalla Chiesa.
Unita al Consiglio Generale, vi saluto con affetto.
Madre Maria Cecilia Cordero
Superiora Generale
Ave Maria!
37 CG /2026
Genova, luglio 2026
Carissime Consorelle, sia lodato Gesù Cristo.
27 luglio, festa della nascita del nostro Padre e Fondatore,
Sant' Agostino Roscelli.
Come abbiamo detto altre volte, abbiamo la possibilità di cominciare a tessere un'altro tipo di storia. Siamo pronte a prepararci alla nostra rinascita? Abbiamo preso in considerazione questa possibilità? Cosa occorre per rinascere?
L'Istituto delle Suore dell'Immacolata celebra 150 anni di esistenza; il suo cammino ha attraversato il passaggio di secoli ed epoche, assistendo a scoperte sorprendenti. La vita è un continuo fermento e anche l'Istituto deve partecipare a questo movimento. I 150 anni invitano a guardare al futuro con rinnovata passione. Non possiamo restare ancorate alle azioni passate o alle consuetudini di sempre; abbiamo il coraggio di scoprire cosa ci sta impedendo di poter compiere il passo successivo. È probabile che sia il nostro stesso "io" — sia quello individuale che quello collettivo, istituzionale — a impedirci di vedere l'orizzonte e, di conseguenza, l'alba, il sorgere del Sole. ll segreto non risiede in ciò che non possiamo più "fare", ma in ciò che siamo chiamate a "essere" da questo momento in poi.
Condividere la gioia del Vangelo è sempre stato il nostro obiettivo; ciò che è cambiato nel tempo sono le modalità e le forme con cui farlo. A volte, tuttavia, abbiamo faticato a lasciar andare quei metodi e quelle forme, restando legate a strutture materiali, modi di pensare, egoismi personali, senza permettere allo Spirito di indicarci il cammino. Chiediamo la grazia del distacco, affinché possiamo restare saldamente ancorate solo all'essenziale: semplicità, obbedienza, umiltà e gioia.
In questo anno giubilare, una delle proposte rivolte all'intero Istituto è stata quella di compiere un pellegrinaggio verso un santuario mariano legato a una specifica storia della Vergine Maria. Queste storie riguardano persone che hanno sperimentato la Sua vicinanza in modo tangibile e reale.
Sono stata personalmente toccata dall'esperienza di Bernadette e della sua famiglia. Una vita fortemente segnata dalla povertà ma colma d'amore. Suo padre cadde in miseria a causa della sua grande generosità. Bernadette — povera e umile — è stata e rimane un esempio di preghiera e di semplicità, nonché di amore per la Vergine, per l'Immacolata Concezione.
Il rinnovamento della vita della Suora dell'Immacolata potrebbe scaturire proprio dall'approfondimento della vita e della spiritualità di Santa Bernadette: una giovane che amava Dio, la Vergine e il prossimo. Senza offrire spiegazioni complesse, il Fondatore scelse il mistero dell'Immacolata Concezione per darci il nome e un'identità.
L'immagine che veglia su di noi dalla cappella di Via Volturno ne è testimonianza: siamo Suore dell'Immacolata, Suore di Colei che è Piena di Grazia, Suore di Colei che è stata concepita senza macchia di peccato
La carità della giovane Bernadette non conosceva confini; è rimasta nascosta al mondo e incompresa da molti, eppure sempre accompagnata da un sorriso e da una missione affidatale dalla Vergine: la conversione dei peccatori. La preghiera del Santo Rosario era il respiro stesso della sua anima; soleva dire che, quando pregava il Rosario alla Grotta, la Vergine l'accompagnava, la guardava e le sorrideva. Custodiva gelosamente quel ricordo e tornava spiritualmente alla Grotta per stare con la Vergine. La sua era una spiritualità mariana molto concreta: una vita di grazia, di Battesimo (acqua) e di perdono
Che la festa della nascita del Santo Fondatore ci illumini. Chiediamo questa grazia.
Vi saluto tutte, unitamente al Consiglio Generale.
Madre Maria Cecilia Cordero
“Lasciando spazio all'azione dello Spirito sapremo accogliere le novità del tempo presente”. Documento finale 2022
Ave Maria! Genova, ottobre 2026 38 CG /2026
Cara Famiglia Roscelliana —Suore e laici — sia lodato Gesù Cristo. 1876— 15 ottobre — 2026
È giunto il momento di concludere l'Anno Giubilare durante il quale noi — religiose e laici - insieme a tutto il Popolo di Dio ci siamo riuniti per rendere grazie per tanta vita concessa al nostro Istituto.
Un inno di ringraziamento sgorga dai nostri cuori per i centocinquant'anni di storia, ricchi di doni e benedizioni elargiti dal Signore al nostro amato Istituto, primo fra tutti per la grazia del nostro Padre Fondatore, Sant'Agostino Roscelli, al quale dobbiamo la nostra stessa esistenza.
La Lettera agli Ebrei (10,32) ci invita a “richiamate alla memoria quei primi giorni”. Sì, ricordiamo; perché far memoria e riflettere sul nostro passato dilata il cuore, ci rende consapevoli di come Dio abbia operato nelle nostre vite e ci permette di meditare per evitare gli errori di un tempo, per trovare il coraggio e cosi superare nuove sfide. Nello stesso tempo significa anche ricordare i nostri peccati per chiedere perdono e gioire della misericordia ricevuta da Dio.
In questo momento, desidero ricordare i luoghi dove hanno vissuto, in questi lunghi anni, le Suore dell'Immacolata. Certamente affiorano alla nostra mente tanti ricordi, nomi e paesaggi: Italia, Argentina, Cile, Canada, Stati Uniti, Romania, Etiopia... in oltre centotrenta comunità, dove le Suore, insieme a tanti laici, non si sono mai stancate dl seminare il seme del Vangelo. A tutti va la nostra gratitudine.
Permettetemi inoltre di ricordare anche le nostre prime Consorelle: Rachele, Teresa, Antonia,Vittoria, Celeste, Maddalena, unitamente a Clarice e Serafina. Le nostre Madri Generali: Maria Giovanna Bailo, Maria Vittoria Tassara, Maria del Sacro Cuore Peretti, Maria di Gesù Gnone, Maria Battistina Bellando,Maria Innocenza Vassallo, Maria Leopoldina Torighelli, Maria degli Angeli Tornaghi, Maria di Sant'Agostino Sala, Maria Antonella Fantini, Maria Rosangela Sala.
In tutte queste si comprendono e si uniscono i nostri nomi; tutte, e noi con loro, hanno contribuito a tessere la storia del nostro Istituto.
In una delle sue omelie a Santa Marta, Papa Francesco ci ha detto: «Come non si può vivere una vita cristiana senza ricordare i passi già compiuti, così non si può vivere una vita cristiana senza guardare al futuro con la speranza dell'incontro col Signore» perché è proprio questo che cerchiamo: incontrare iI Signore, che sta preparando per noi un cammino in novità di vita, poiché qualcosa di nuovo sta nascendo in tutto l'Istituto. Dobbiamo guardarlo con gli occhi di Dio, come una possibilità di vita che, come è per il chicco di grano,
richiede il dono totale di sé affinché possa germogliare una nuova spiga.
Inizia, ora, il tempo della profezia, il momento di scrivere una storia nuova diversa da quella vissuta in precedenza, perché i tempi sono cambiati. La vita si presenta in modo diverso e dobbiamo accettarlo ed accoglierlo. Abbiamo bisogno della grazia dello zelo missionario di chi ci ha preceduto, della speranza che non delude, della croce che è fonte dl forza, della luce della Tua Parola che illumina il nostro camminare e della fedeltà al carisma dl Sant'Agostino Roscelli. Questa è la nostra profezia per il mondo di oggi: tessere una
storia nuova che risponda alla novità del momento presente.
Solo ti chiediamo, Signore, di rimanere fedeli alla missione che ci è stata affidata. Invio un saluto a tutte, insieme al Consiglio Generale, auspicando che questo nuovo cammino ci trovi unite e in preghiera.
Buon anniversario a tutte!
Madre Maria Cecilia Cordero